La sicurezza dei partecipanti è la mia priorità assoluta. Non negoziabile, anche se questo dovesse rallentare il ritmo di una formazione.
Sicurezza fisica:
- Un’attrezzatura di protezione adatta a ogni esercizio
- Un terreno sicuro e controllato, mai improvvisato
- Un’intensità che progredisce per gradi (mai un salto brusco verso uno scenario troppo impegnativo)
- Un protocollo di primo soccorso e un kit di emergenza sempre a portata di mano
- Nessun esercizio senza il consenso esplicito della persona coinvolta
Sicurezza psicologica:
- Il diritto di dire «no» o di fermarsi in qualsiasi momento, senza doversi giustificare
- Spazi di parola confidenziali, prima, durante o dopo la formazione, per chi ne ha bisogno
- Un accompagnamento disponibile se un esercizio smuove qualcosa di più profondo
- Un debrief sistematico dopo ogni scenario intenso: nessuno riparte con un peso non elaborato
- Zero umiliazione, zero competizione dannosa tra i partecipanti: si impara insieme, non gli uni contro gli altri
Un principio semplice guida tutto il resto: la vera forza viene dalla sicurezza, fisica quanto psicologica. Senza di essa, nessun apprendimento solido è possibile.
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