Niente di magico, ma tanto metodo.
Pedagogia mirata
Ci concentriamo sull’essenziale e sull’utile. Concretamente: 70% pratica, 30% teoria. Il corpo impara facendo, non ascoltando.
Partiamo dai vostri problemi reali. Nessuno scenario astratto inventato per l’esercizio: le situazioni che vivete, o che potreste vivere, nel vostro contesto di lavoro.
Attivazione delle risorse interne
Non arrivate a mani vuote. Ognuno ha già vissuto qualcosa, incassato colpi, gestito tensioni a modo suo. Ci basiamo su questo.
Costruiamo insieme. Non ricevete un sapere già masticato, lo costruite con ciò che già avete.
Vi invito a dubitare, a contestare, a rimettere in discussione per trovare il vostro angolo e il vostro stile di intervento. In un ambiente VUCA, le risposte preconfezionate sono quantomeno sospette.
Ripetizione e radicamento
Ripetiamo. Ma mai due volte allo stesso modo. Gli scenari variano, il contesto è mutevole, la persona di fronte cambia, la pressione è variabile. È l’unico modo per costruire un riflesso.
Dopo ogni scenario, debriefing sistematico. Cosa ha funzionato, cosa no, perché. Non lasciamo passare nulla senza capirlo.
Sicurezza psicologica
Si impara male con la paura addosso. Qui avete il diritto di provare, di sbagliare e di ricominciare. Nessuno vi giudica per un errore durante l’allenamento: è proprio lì che si impara di più.
Risultato
In 2 giorni , ripartite con strumenti che restano. Non tecniche che si dimenticano appena usciti dalla sala, ma riflessi e punti di riferimento che potrete riutilizzare (e trasmettere) per anni.
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