Proteggersi non è uno sport. Non c’è un’età o una condizione fisica richiesta. Non vi si chiede nemmeno di averne voglia.
La buona notizia? Tutti hanno un posto nella sicurezza collettiva.
Riconoscere un pericolo per tempo, posizionarsi in modo intelligente, usare la voce, gestire la distanza: siamo tutti in grado di farlo.
La formazione non si basa sulla forza o sull’esplosività, ma sul discernimento, l’anticipazione e alcuni principi semplici che funzionano tanto a 15 quanto a 60 anni.
Del resto, l’essenziale del lavoro sulla sicurezza si gioca prima del contatto.
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