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Cos'è l'urgenza di restituzione?

L’urgenza di restituzione parte da una constatazione: non si conosce né il giorno né l’ora.

Nessuno pianifica il momento in cui un collega dovrà intervenire, disinnescare un’aggressione verbale, o gestire i primi secondi di un conflitto che degenera. A differenza di altri ambiti, dove ci si può allenare per mesi prima di affrontare un’emergenza reale, la violenza non avvisa. Arriva un martedì qualunque, senza riscaldamento.

È qui tutto il limite delle formazioni classiche, pensate per il lungo periodo: settimane di pratica per sperare di padroneggiare un gesto tecnico perfetto. Un lusso che la realtà del campo quasi mai concede. Non si può pretendere che una squadra aspetti di essere “pronta” nel senso che tutto sia acquisito, ripetuto, automatizzato, perché quel momento non arriva mai prima che arrivi l’incidente stesso.

L’urgenza di restituzione è quindi l’opposto di una formazione tradizionale: trasmettere in fretta ciò che è immediatamente utilizzabile, anche se imperfetto. Una parola, una postura, un riflesso semplice, restituito nell’istante, applicabile appena usciti dalla sala, piuttosto che un know-how sofisticato che sarebbe operativo solo dopo mesi di pratica.

Non si tratta di formare esperti. Si tratta di dare a ciascuno, rapidamente, i mezzi per rispondere all’altezza delle proprie possibilità, perché il pericolo non aspetta che si sia pronti.


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