I protocolli di sicurezza di fronte all’aggressione fisica richiedono una valutazione rapida del pericolo e il mantenimento di una distanza sicura dall’aggressore. L’attivazione discreta degli allarmi e l’utilizzo dell’ambiente come protezione sono prioritari. La comunicazione deve restare calma, senza provocazione, mirando sempre all’evacuazione verso una zona sicura. L’autodifesa interviene solo come ultima risorsa.
Date l’allarme il più velocemente possibile!
Tramite allarmi vocali inequivocabili
- «Aiuto!»
- «Sicurezza!»
- «Chiamate la polizia!»
Oppure mezzi tecnici
- Pulsante antipanico
- Telefono d’emergenza (o app dedicata)
- Badge PTI
- Allarme sonoro
Attenzione alle distanze di sicurezza
Fuggite se è possibile!
Zona critica: 0-1m Zona di pericolo: 1-2m Zona di allerta: 2-3m Zona di sorveglianza: 3m+ Zona di evacuazione: 5m+
Da notare: le tecniche di corpo a corpo, qualunque sia il loro nome, permettono di recuperare un vantaggio nella distanza critica 0-1m. L’aggressore sviluppa meno potenza mentre voi diventate più «incisivi». Ora, bisogna saperlo e poterlo fare.
Restate operativi (incoscienti non servite più a nulla)
- Mantenete una postura stabile allargando gli appoggi e abbassando il baricentro
- Proteggete il corpo e la testa in via prioritaria (per evitare il KO)
- Adottate una guardia dissimulata (le mani sono davanti a voi e le vedete TUTTE E DUE)
- Tenete le braccia in protezione (gomiti bassi), vicino al corpo, per proteggere le costole fluttuanti
- Restate mobili e agili
Agite in squadra
- Non restate raggruppati (bersaglio unico)
- Avanzate a L (per costringere l’aggressore a scegliere un bersaglio)
- Lasciate un punto di fuga (non dovete bloccare nessuno)
- Verificate le vostre vie di fuga
Documentate l’aggressione a caldo
- Chi (aggressore/i, colleghi)? Quando? Dove? Come? Perché?
- Ferite subite / inflitte?
- Armi?
- Quale/i errore/i commesso/i?

