Cosa sono le Tecniche di Ottimizzazione del Potenziale?
Gestire un conflitto, disinnescarlo verbalmente, proteggersene fisicamente se necessario, non è uno sport. È una competenza professionale, che richiede coraggio, tecnica, capacità fisiche. Ma prima di tutto questo, richiede una preparazione mentale: la capacità di restare lucidi sotto stress, di agire senza bloccarsi, e di tornare poi a uno stato stabile, quella che gli psicologi chiamano omeostasi.
È esattamente ciò che allenano le Tecniche di Ottimizzazione del Potenziale (TOP): un metodo pedagogico che permette di mobilitare l’insieme delle proprie risorse, fisiche e psico-cognitive, in funzione delle esigenze reali di una situazione1. Prepararvisi costituisce il primo passo verso la sicurezza, ben prima del primo gesto tecnico.
Un metodo nato nell’esercito francese, oggi diffuso ovunque
Le TOP sono state concepite negli anni ’90 dalla Dott.ssa Édith Perreaut-Pierre, medico militare, specializzata in medicina dello sport, sofrologa e ipnoterapeuta23. Sollecitata per meglio tenere conto dell’aspetto mentale dei soldati, ha inizialmente sviluppato il suo metodo per i piloti da caccia e il personale navigante dell’aeronautica militare, confrontati a uno stress operativo estremo in cui un errore di giudizio può essere fatale4. Il metodo è poi stato generalizzato all’insieme delle forze armate francesi, quindi esteso ad altri eserciti4.
Di fronte all’efficacia constatata sul campo, esperti TOP provenienti dall’esercito hanno portato il metodo verso la società civile5. Oggi è impiegato nella polizia, tra il personale sanitario, tra i vigili del fuoco dei servizi dipartimentali di soccorso, alla SNCF e in numerose aziende56. È questa traiettoria, dalla preparazione al combattimento alla preparazione all’aggressione quotidiana, che rende il metodo direttamente trasponibile ai mestieri esposti alla tensione e all’aggressività.
Édith Perreaut-Pierre resta oggi il riferimento accademico del metodo: il suo libro Comprendre et pratiquer les Techniques d’Optimisation du Potentiel, être et rester au TOP è giunto alla sua 4ª edizione (InterEditions, 2024)7.
André Pisani e la trasmissione del metodo
Il metodo non si è fermato alla sua fondatrice. André Pisani, ex sottufficiale dell’esercito di terra, scopre le TOP nel 1998 all’École Interarmées des Sports (EIS) di Fontainebleau8, lo stesso luogo dove Édith Perreaut-Pierre aveva posto le basi del metodo qualche anno prima. Diventa, con Laurent Rocco, responsabile della cellula nazionale TOP in seno al Centre National des Sports de la Défense (CNSD), dove i due uomini approfondiscono e strutturano ulteriormente il metodo fondatore9.
Oggi esperto TOP e formatore di formatori in seno a Optimiser Mon Potentiel, André Pisani incarna questa continuità, dall’esercito alla società civile, dal terreno militare alle aule, ai club sportivi di alto livello e alle aziende. È questa filiazione diretta, dalla fondatrice ai suoi successori, che raccomando a chi vuole andare oltre la formazione iniziale e diventare praticante.
I 4 pilastri fondatori, e come li mobilitiamo
La letteratura di riferimento definisce quattro pilastri fondatori delle TOP: la respirazione, le rappresentazioni multisensoriali (o immaginazione mentale), il dialogo interno, e il rilassamento1. Secondo l’obiettivo ricercato, una sequenza TOP mobiliterà due, tre o tutti e quattro i pilastri insieme1.
Nelle nostre formazioni, organizziamo questi pilastri-strumenti attorno a quattro obiettivi operativi concreti, cioè ciò che si cerca di ottenere, piuttosto che lo strumento che si usa per ottenerlo:
1. Il controllo di sé, regolare lo stress prima che prenda il controllo
Tre leve, direttamente derivate dai pilastri respirazione e rilassamento, permettono di riprendere il controllo sul proprio sistema nervoso ancor prima che una situazione degeneri:
La respirazione controllata. Regolare la propria respirazione permette di stabilizzare la frequenza cardiaca e migliorare la concentrazione, è spesso l’unica leva fisiologica direttamente accessibile in piena tensione.
Il rilassamento. Esercizi semplici riducono le tensioni fisiche e mentali accumulate, favoriscono il recupero, e permettono una presa di decisione più serena, anche nei minuti successivi a un incidente.
La sensorializzazione (immaginazione mentale). Visualizzare una scena rasserenante diminuisce l’impatto dello stress percepito e rafforza la gestione emotiva. Associata a respirazione e rilassamento, installa uno stato di calma e controllo, mobilitabile su richiesta.
2. La pre-attivazione mentale (PAM), mobilitarsi prima dell’intervento
La PAM mobilita principalmente l’immaginazione mentale e il dialogo interno per preparare il cervello e il corpo all’azione, nei minuti che precedono un intervento conosciuto o anticipato. Integrata direttamente nel protocollo d’intervento piuttosto che isolata come esercizio a parte, ottimizza la reattività e la performance di fronte alla sfida imminente.
Risponde in particolare a un problema preciso: lo stress decisionale, che paralizza l’azione tramite il dubbio e l’esitazione. Definendo regole chiare in anticipo, e allenandosi alla presa di decisione sotto pressione, si rafforza la fiducia e la capacità di agire rapidamente, senza che ogni secondo sia consumato dall’esitazione.
3. Il recupero, ricondizionarsi per durare
La noia e la fatica sono i nemici silenziosi della vigilanza, spesso più pericolosi, nel tempo, di un picco di stress puntuale. Questo terzo obiettivo si basa sul tempo di pausa ottimizzato (TPO): 20 minuti bastano a ridurre lo stress e la fatica mentale accumulati, a mantenere un livello di concentrazione elevato, e a prevenire l’esaurimento.
Il TPO gioca anche un ruolo emotivo: permette di tornare a uno stato di calma e lucidità prima di riprendere un compito o una decisione importante, piuttosto che concatenare situazioni tese senza mai smaltire il carico accumulato.
4. Il segnale di attivazione riflessa (SAR), ritrovare lo stato richiesto, immediatamente
Il SAR mobilita l’insieme dei pilastri in modo sintetico, ancorati a un unico innesco: produce una risposta istintiva e immediata di fronte a una situazione critica. Associato a uno stimolo preciso, che ognuno costruisce o ripristina con l’allenamento, un gesto, una parola, una sensazione, permette di agire senza esitazione, aggirando lo stress e l’analisi eccessiva che, sotto pressione, rallentano o paralizzano la decisione.
È, in sintesi, il “piccolo trucco personale” che ogni professionista finisce per forgiarsi, salvo che con le TOP, questo riflesso è costruito consapevolmente, allenato, e affidabile nel momento in cui conta davvero.
Le TOP nell’ecosistema YourSafety.training
Le TOP non sono un modulo isolato, irrigano la maggior parte dei nostri approcci. È il fondamento che permette di superare la dissonanza cognitiva che blocca tanti professionisti tecnicamente ben formati. È anche uno degli strumenti centrali delle strategie di coping che sviluppiamo per assorbire lo stress di un incidente, prima, durante e dopo.
Per sperimentarle in condizioni reali, supervisionate e progressive, la Formazione Iniziale TOP permette di appropriarsi di questi quattro obiettivi su più giorni, con simulazioni supervisionate.
Cosa vi porto
Sono praticante TOP. “Toppo” tutto, sempre, è diventato un riflesso prima di diventare uno strumento che insegno. Se queste tecniche vi interessano oltre la formazione iniziale, posso accompagnarvi e orientarvi verso una delle migliori scuole TOP di Francia per un diploma da praticante.
Footnotes
-
Tecniche di ottimizzazione del potenziale, Wikipedia (francese) ↩ ↩2 ↩3
-
Le Tecniche di Ottimizzazione del Potenziale® in ambito militare, Cercle K2 ↩
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Nate nell’esercito, le Tecniche di Ottimizzazione del Potenziale® si diffondono nella società, intervista a Édith Perreaut-Pierre ↩
-
Il metodo TOP: Tecniche di Ottimizzazione del Potenziale®, Cercle K2 ↩ ↩2
-
Comprendre et pratiquer les Techniques d’Optimisation du Potentiel, être et rester au TOP, 4ª ed., Edith Perreaut-Pierre, InterEditions, 2024 ↩
-
Le TOP - I racconti di André, testimonianza, Optimiser Mon Potentiel ↩
-
Tecniche di Ottimizzazione del Potenziale (TOP): cosa sono e a cosa servono?, Webikeo ↩

